MULTE: AUTOMOBILISTI
A RISCHIO SE NON PASSANO CINQUE ANNI
Ritardi o errori di notifica, prescrizione del credito e
cartelle esattoriali errate; queste sono i motivi e, contemporaneamente,
le ragioni per le quali i cittadini napoletani ormai si
esimono dal pagamento delle contravvenzioni per le violazioni
al codice della strada (le cosiddette multe).
Di fatti, innanzi al giudice di pace - l'autorità
giudiziaria competente per materia e per valore - pendono
circa 400 mila ricorsi presentati dagli automobilisti avverso
le contravvenzioni stradali e - secondo le statistiche -
soltanto una piccolissima percentuale di queste verranno
confermate al termine del giudizio, cadendo le altre, al
contrario, nella rete della decadenza o della prescrizione.
La conseguenza è che, probabilmente, così
come ciclicamente avviene, nei prossimi giorni o nei prossimi
mesi, il Comune tornerà nuovamente alla carica, come
avvenne diverso tempo fa, per provvedere a recuperare i
crediti vantati verso i cittadini per il pagamento delle
multe.
C'è da aspettarsi che gli uffici del comando di Polizia
municipale faranno tutto il possibile per far abbassare
l'importo che caratterizza questa voce passiva del bilancio
comunale, rappresentata dai mancati introiti per l'omessa
riscossione delle multe.
Nuove cartelle, nuove notifiche e quindi nuovi ricorsi ed
altrettante nuove sentenze di archiviazione per decadenza
e prescrizione, se le cose rimarranno in questi termini.
Qualche tempo fa è stata promessa "guerra"
ai cittadini che non pagavano le multe e così sono
stati messi a ruolo circa centomila verbali "in odore"
di prescrizione.
Il risultato che si è ottenuto - come detto - è
stato una valanga di ricorsi al Giudice di Pace ed una conseguente
valanga di sentenze di archiviazione delle sanzioni.
Come accade spesso in questi casi, è l'automobilista
che viene demonizzato ed è il cittadino che viene
tacciato di scarso senso civico, perché - come si
dice - oltre ad infrangere il codice della strada poi, alla
resa dei conti, non paga neppure le multe.
In effetti, se da un lato non ci sentiamo di non condividere
il "rimprovero" non possiamo, d'altro canto, non
gridare che causa di questo disagio è la stessa amministrazione
comunale.
La macchina comunale che sovrintende al sistema della riscossione
dei crediti relativi alle multe è un sistema che
può essere definito, senza timori di esagerare, deficitario
e che, con la sua lentezza ed inefficienza, determina la
giacenza dei
Verbali di contravvenzione, prima di essere notificati,
per anni.
E' questo il sistema che determina il lamentato blocco delle
entrate nelle casse pubbliche.
Non si può pertanto scaricare tutta la responsabilità
delle descritte deficienze sui cittadini, se solo si considera
che il descritto sistema - che rende nota all'automobilista
l'infrazione e la relativa contravvenzione a distanza di
cinque anni - non può di certo ritenersi degno di
uno dei Paesi più industrializzati del mondo.
Tale situazione costituisce, in ogni caso, una violazione
della ratio e dei motivi che regolano il sistema sanzionatorio;
il sistema, lo si deve ricordare, non deve essere indirizzato
a "punire" l'automobilista con il mero pagamento
della sanzione, ma dovrebbe essere preminentemente indirizzato
a "reprimere" la violazione delle norme.
Tale risultato, ovviamente, non potrà mai essere
raggiunto fino a quando le contravvenzioni verranno notificate
al limite del decorso del termine di prescrizione quinquennale,
e quando ormai l'automobilista indisciplinato non ricorderà
nemmeno il tipo e la gravità dell'infrazione commessa.
Ed allora, fino a quando il sistema funzionerà così,
ben vengano i ricorsi e le sentenze di archiviazione; ciò
sarà da sprone per l'amministrazione pubblica per
conseguire una maggiore efficienza operativa.
Fonte: Egidio Paolucci